Opposizione a decreto ingiuntivo e pronuncia sul merito della domanda originariamente azionata

L’opposizione a decreto ingiuntivo introduce un procedimento ordinario a cognizione piena nel quale il giudice, anche se ha accertato la mancanza delle condizioni richieste dagli artt. 633 e ss. c.p.c., deve comunque pronunciare sul merito del diritto fatto valere dal creditore, tenuto conto degli elementi probatori esibiti nel corso del giudizio.

Lo ha affermato  la Cassazione civile con sentenza nr 7020 del 12 marzo 2019.

La Corte ha così confermato il principio, già pacifico in giurisprudenza, per il quale  l’opposizione a decreto ingiuntivo dà luogo ad ordinario, sebbene autonomo, giudizio di cognizione che devolve al giudice non solo il potere, ma anche il dovere, di decidere sulla domanda originariamente azionata con il procedimento d’ingiunzione (tra i tanti precedenti: Cass. civ. Sent. n. 3649/2012; Cass. civ. Sent.  n.25286//2009; Cass. civ. sent. n. 13001/2006).

Nella fattispecie oggetto della pronuncia nr 7020/2019 la Corte, applicando il principio sopra enunciato, ha cassato con rinvio la sentenza del Tribunale, che, in riforma della sentenza del Giudice di Pace, si era limitata a riconoscere la validità della procura alle liti rilasciata per la fase monitoria, confermando il decreto ingiuntivo opposto, senza pronunciarsi sul merito della domanda fatta valere con la domanda di ingiunzione.

Avv. Carmela Ruggeri

http://www.studioruggeri.it

 

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