Assegno divorzile e mancanza di mezzi adeguati al sostentamento per libera scelta

Con l’ordinanza n. 26594/2019, depositata il 18 ottobre la Cassazione civile torna ad occuparsi di assegno divorzile. La pronuncia delimita i confini dell’obbligo di solidarietà post coniugale stabilendo che, nel caso in cui l’impossibilità dell’ex coniuge di procurarsi i mezzi adeguati al proprio sostentamento dipenda da libere scelte, non determinate da incapacità lavorativa o da fattori esterni alla Sua volontà, l’assegno di divorzio non è dovuto.

Il riconoscimento dell’assegno di divorzio in favore dell’ex coniuge, conferma la Corte richiamando la recente giurisprudenza delle SS.UU. (Cass. civ. S.U. n. 18287 dell’11 luglio 2018), ha funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa, ai sensi dell’art. 5, comma 6, della L. n. 898 del 1970, e richiede l’accertamento dell’inadeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge richiedente e dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive.

La funzione equilibratrice del reddito degli ex coniugi, anch’essa assegnata dal legislatore all’assegno divorzile, non è finalizzata alla ricostituzione del tenore di vita endoconiugale, ma al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale degli ex coniugi e in particolare al riconoscimento delle aspettative professionali sacrificate per dedicarsi alla cura della famiglia.

Nel caso esaminato dalla Corte una donna, in favore della quale era stato in precedenza riconosciuto un assegno divorzile dell’ammontare di duecento euro, aveva chiesto un aumento del contributo dopo aver deciso di lasciare il lavoro e di cambiare città per trasferirsi dai suoi genitori, rimanendo così priva di reddito.

Per la Cassazione il conseguente, intenzionale, stato di bisogno non giustifica il diritto a percepire l’assegno di divorzio e, in mancanza di prova di un particolare contributo alla formazione del patrimonio familiare e alla cura della famiglia oppure di un sacrificio delle sue aspettative lavorative in funzione delle esigenze familiari, la decisione di revocarle l’assegno divorzile è conforme all’art. 5 della legge n. 898/1970, come interpretato dalla recente giurisprudenza delle Sezioni Unite.

Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza

http://www.studioruggeri.it

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