Appalto ed obblighi di controllo della bontà del progetto e delle istruzioni del committente.

L’appaltatore è obbligato a controllare la bontà del progetto e delle istruzioni impartite dal committente ?

Si è occupata della questione la Cassazione civile rispondendo in termini positivi con sentenza 18 novembre 2019, n. 29864. La vertenza riguardava un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo nel contesto del quale il committente contestava il diritto dell’appaltatore al corrispettivo per l’ impianto commissionato e chiedeva la risoluzione del contratto di appalto lamentando il grave inadempimento della societa’ appaltatrice per anomalie riscontrate nel funzionamento dell’impianto.

La Cassazione ha affermato che l’appaltatore, dovendo assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della tecnica relativi al particolare lavoro affidatogli, è obbligato a controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente.

Nel caso in cui siano palesemente errate, è esente da responsabilità solo se dimostra di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale “nudus minister”, per le insistenze del committente ed a rischio di quest’ultimo.

La Corte ha precisato che, nel cosiddetto appalto “a regia”, il controllo esercitato dal committente sull’esecuzione dei lavori esula dai normali poteri di verifica ed e’ cosi’ penetrante da privare l’appaltatore di ogni margine di autonomia, riducendolo a strumento passivo dell’iniziativa del committente.
L’appaltatore è, in altri termini, nudus minister solo quando e’ direttamente e totalmente condizionato dalle istruzioni ricevute senza possibilita’ di iniziativa o vaglio critico. Tale condizione ne giustifica, se dimostrata, l’esonero da responsabilita’ per difetti dell’opera (Cfr. Cass. 2752/05;  Cass. 18371/04; Cass. 6754/03; Cass. 10550/01).

In mancanza di prova, l’appaltatore è, viceversa, tenuto, a titolo di responsabilità contrattuale, derivante dalla sua obbligazione di risultato, all’intera garanzia per le imperfezioni o i vizi dell’opera, senza che possa invocare il concorso di colpa del progettista o del committente, né l’efficacia esimente di eventuali errori nelle istruzioni impartite dal direttore dei lavori

Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza

http://www.studioruggeri.it

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