Appalto e accettazione tacita dell’opera.

Nel  contratto di appalto quando ricorre l’accettazione  tacita dell’opera ?

E’ tornata ad occuparsi della questione la Cassazione civile, con sentenza 3 giugno 2020, n.10452 premettendo che, ai sensi dell’articolo 1665 c.c., comma 4, occorre distinguere tra atto di “consegna” e atto di “accettazione” dell’opera.

La consegna è un atto puramente materiale che si attua mediante la messa a disposizione del bene a favore del committente;  l’accettazione esige che il committente esprima, anche per fatti concludenti, il gradimento dell’opera stessa, con conseguente manifestazione negoziale che determina precisi effetti quali l’esonero dell’appaltatore da ogni responsabilita’ per i vizi e le difformita’ dell’opera ed il conseguente suo diritto al pagamento del prezzo (cfr  Cass civile, sent. n. 19019 del 2017).

La Cassazione ha, quindi, confermato che l’art 1665 c.c., pur non enunciando la nozione di accettazione tacita dell’opera, indica i fatti e i comportamenti dai quali deve presumersi l’esistenza  dell’accettazione da parte del committente.

Prevede, in particolare, al comma 4, come presupposto dell’accettazione tacita, afferma la Corte,  la consegna dell’opera al committente (alla quale e’ parificabile l’immissione nel possesso) e come fatto concludente la ricezione senza riserve da parte di quest’ultimo, anche se non si sia proceduto alla verifica.

Avvocato Carmela Ruggeri  –  Vicenza

http://www.studioruggeri.it

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