L’interpretazione del regolamento di condominio contrattuale

Come si interpreta un regolamento di condominio “contrattuale” ?

Si è occupata della questione la Cassazione Civile con ordinanza 27 maggio 2020, n. 9957.

La Corte ha confermato (Cassazione civile sent. 10478/2018 ) che nell’interpretare il regolamento contrattuale, il giudice deve utilizzare i canoni ermeneutici previsti dal codice civile e quindi leggere le clausole complessivamente e non limitarsi alla singola disposizione (articolo 1363 c.c.) e cercare di ricostruire la volonta’ e l’intenzione delle parti contraenti (articolo 1362 c.c.)

La Cassazione civile ha puntualizzato che l’articolo 1362 c.c., quando al comma 1, prescrive all’interprete di ricercare quale sia stata la comune intenzione delle parti senza limitarsi al senso letterale delle parole, non svaluta l’elemento letterale del contratto. Al contrario, intende ribadire che, qualora la lettera della convenzione, per le espressioni usate, riveli con chiarezza ed univocita’ la volonta’ dei contraenti e non c’è divergenza tra la lettera e lo spirito della convenzione, una diversa interpretazione non e’ ammissibile (Cassazione civile sez. II, 22/08/2019, n. 21576).

Nel caso sottoposto al suo esame, secondo la Cassazione, la Corte di merito ha errato in quanto non ha interpretato il regolamento contrattuale sulla base dei citati criteri ermeneutici ma sulla base del contenuto di una delibera successiva che non risultava essere stata adottata all’unanimita’ e non poteva costituire l’unico parametro interpretativo per l’individuazione della volonta’ dei condomini espressa nel regolamento contrattuale, ne’ era idonea a modificarlo perche’ attinente ad innovazioni incidenti sul decoro architettonico.

In ipotesi di questo genere, infatti, ha confermato la Cassazione Civile, non rientra tra i poteri istituzionali dell’assemblea dei condomini la facolta’ di deliberare o consentire opere lesive del decoro dello edificio condominiale, alla stregua dell’articolo 1138 c.c., comma 4 (Cassazione civile, sent. n. 29924/2019).

Avvocato Carmela Ruggeri

http://www.studioruggeri.it

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