Assegno divorzile: funzione e criteri per il relativo riconoscimento

La Corte di Cassazione, con Ordinanza 23 luglio 2020, n. 15774 è tornata ad occuparsi di assegno divorzile.

La Corte ha confermato che l’assegno di divorzio ha una funzione assistenziale e, in pari misura, compensativa e perequativa, ai sensi della L. n. 898 del 1970, articolo 5, comma 6.

La natura perequativo-compensativa – ha rimarcato la Cassazione – discende direttamente dal principio costituzionale di solidarieta’ e porta al riconoscimento di un contributo volto a consentire al coniuge avente diritto il raggiungimento in concreto di un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella realizzazione della vita familiare, in particolare tenendo conto delle aspettative professionali sacrificate.

La funzione equilibratrice del reddito degli ex coniugi, assegnata dal legislatore all’assegno divorzile – ha sostenuto la Corte – non e’ finalizzata alla ricostituzione del tenore di vita endoconiugale, ma al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente piu’ debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale degli ex coniugi (Cass.civ. SSUU sent 18287/2018; Cass.civ. sent. n. 1882/2019).

L’attribuzione dell’assegno – ha precisato la Cassazione – richiede che sia accertata l’inadeguatezza dei mezzi dell’ex coniuge istante e l’impossibilita’ di procurarseli per ragioni oggettive, facendo applicazione dei criteri equi-ordinati di cui alla prima parte della norma citata i quali rappresentano il parametro cui occorre attenersi per decidere sia sull’an che sul quantum dell’assegno.

La Cassazione ha sottolineato che si impone, in particolare, una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente l’assegno divorzile alla conduzione della vita familiare ed alla formazione del patrimonio comune, nonche’ di quello personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio ed all’eta’ del richiedente.

La Corte ha, infine, escluso la rilevanza dell’entita’ dei patrimoni delle famiglie di appartenenza o del loro apporto, trattandosi di un criterio ulteriore non previsto dall’articolo 5 della L. n. 898/ 1970 (Cass. n. 7601/2011 e Cass. n. 10380/2012).

Avvocato Carmela Ruggeri – Vicenza

http://www.studioruggeri.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...