Preliminare di vendita sottoposto alla condizione risolutiva del mancato rilascio del permesso di costruire

Le parti che stipulano un preliminare di compravendita immobiliare sottoposto alla condizione risolutiva del mancato rilascio del permesso di costruire secondo le potenzialità edificatorie attese, devono comportarsi, in pendenza della condizione, secondo buona fede.

Ne consegue che il promittente venditore è chiamato a porre in essere tutti gli atti necessari per l’ottenimento del permesso ma anche il promissario acquirente deve improntare la sua condotta al rispetto del principio della buona fede ex articolo 1358 c.c., “attesa anche l’esistenza di un obbligo giuridico sulla stessa gravante di far si’ che il procedimento amministrativo avesse un buon esito

Lo ha sostenuto la Corte di Cassazione con ordinanza del 4 settembre 2020 n.18464.

Nella ordinanza la Cassazione richiama precedenti della Corte di legittimità (Cass. n. 3207/2014) in base ai quali la parte che si e’ obbligata o ha alienato un bene sotto la condizione del rilascio delle autorizzazioni amministrative necessarie alle finalita’ economiche dell’altra parte deve compiere, secondo buona fede, tutte le attivita’ che dipendono da lei per l’avveramento della condizione, senza impedire che la P.A. provveda al rilascio delle autorizzazioni, evidenziando che in caso contrario l’altra parte può chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni.

Avv. Carmela Ruggeri

http://www.studioruggeri.it

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