Costituzione convenzionale di una servitù prediale.

Per la costituzione convenzionale di una servitù prediale sono necessarie formule sacramentali ? Quali sono le regole che il giudice di merito deve osservare per accertarne esistenza, contenuto e portata? Il concetto di utilità cosa comprende ?

Le questioni sono state recentemente affrontate dalla Cassazione civile con ordinanza nr 18465/2020. La Corte ha confermato il principio, già più volte espresso dalla giurisprudenza di legittimità, secondo il quale, ai fini della costituzione convenzionale di una servitu’ prediale, non si richiedono formule sacramentali o espressioni formali particolari. E’, infatti, sufficiente che dall’atto scritto si desuma la volonta’ delle parti di costituire un vantaggio a favore di un fondo mediante l’imposizione di un peso o di una limitazione su un altro fondo appartenente a diverso proprietario. Ciò sempre che l’atto abbia natura contrattuale, rivesta la forma stabilita dalla legge “ad substantiam” e che da esso risulti inequivocabilmente la volonta’ delle parti di costituire la servitu’, anche se il contratto è diretto ad altro fine (Cfr Cass. Civ. Ord. n. 10169/ 2018; Sent. n. 9475/2011).

Per accertare l’esistenza, il contenuto e la portata di una servitu’ costituita convenzionalmente, ha precisato la Corte il giudice di merito deve accertare l’intenzione delle parti, basandosi in primo luogo sulle espressioni letterali utilizzate. Nel caso permangano dubbi per insufficienza del criterio utilizzato, deve fare ricorso alle altre regole ermeneutiche del codice civile che disciplinano l’interpretazione dei contratti, oltre ai principi dettati in materia di servitu’.

Infine in relazione al concetto di “utilitas” della servitu’ la Corte ha confermato (Cass. civ. Sez. 2, Sent. n. 4333/ 1979) che e’ talmente ampio da comprendere ogni elemento che, secondo la valutazione sociale, sia legato da un nesso di strumentalita’ con la destinazione del fondo dominante e si immedesimi obiettivamente nel godimento di questo. In questo modo afferma la Cassazione, puo’ essere soddisfatto ogni bisogno del fondo dominante, assicurandogli una maggiore amenita’, abitabilita’, o anche evitando rumori o impedendo costruzioni che abbiano una destinazione spiacevole o fastidiosa.

Avvocato Carmela Ruggeri

http://www.studioruggeri.it

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